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Consolidamento Usufrutto: quando avviene e cosa comporta

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Consolidamento Usufrutto: quando avviene e cosa comporta

Il consolidamento dell’usufrutto è una delle cause dell’estinzione del vincolo tra usufruttuario e nudo proprietario. Quando si parla di consolidamento di usufrutto si intende di fatto la riunione in un unico soggetto dei diritti di proprietà del bene. I casi in cui è possibile ricorrere al consolidamento del beneficio sono due, ma prima di vederli nel dettaglio, apriamo una parentesi su cosa sia l’usufrutto e quali siano le sue caratteristiche principali.

L’usufrutto è uno strumento giuridico che prevede la condivisione dei diritti di proprietà tra due soggetti fisici o giuridici: il nudo proprietario e l’usufruttuario. Il nudo proprietario è colui che possiede i diritti di proprietà di un bene, ovvero, il legittimo proprietario.

L’usufruttuario, invece, è colui che può di fatto esercitare i diritti di proprietà su un bene in virtù del vincolo imposto dal contratto di usufrutto. Per essere ritenuto valido tale contratto deve essere stipulato dinanzi ad un notaio alla presenza delle parti interessate e deve recare una data di scadenza, trascorsa la quale - se non intervengono eventi capaci di modificare i termini del vincolo - la piena proprietà del bene ritorna in capo al nudo proprietario.

L’usufrutto non è ereditabile, ma si estingue con il decesso del beneficiario.

Con l’usufrutto in pratica i diritti di proprietà di un bene vengono scissi dal possesso del bene in sé, ma possono tornare a riunirsi attraverso la riunione di usufrutto e/o il consolidamento di usufrutto. 

Quando avviene il consolidamento dell'usufrutto e in cosa consiste? 

Abbiamo già accennato in precedenza che si parla di consolidamento usufrutto quando avviene la riunione nella stessa persona dei diritti di proprietà di un bene precedentemente oggetto del beneficio, ovvero quando usufruttuario e nudo proprietario si trovano a coincidere nuovamente in un’unica persona fisica o giuridica.

Solitamente ciò avviene quando un evento interviene a modificare e/o interrompere i termini del contratto di usufrutto come, ad esempio, la scadenza dei termini dell’usufrutto, la palese negligenza nella cura del bene, o la distruzione del bene stesso, ma perché si parli di consolidamento di usufrutto e non di semplice cancellazione del vincolo è necessario che si verifichino alcune condizioni. 

Vediamo nello specifico i due casi in cui si può parlare di consolidamento di usufrutto

  1. Nel caso in cui il cui il nudo proprietario acquisti per atto inter vivos (ossia mentre le parti sono entrambe in vita) l’usufrutto, o, viceversa l’usufruttuario acquisti la proprietà del bene di cui vanta il godimento dei diritti di proprietà.

  2. Nel caso in cui l’usufruttuario o il nudo proprietario entrino in possesso, per successione e/o per decesso del nudo proprietario, della totalità dei diritti di proprietà.

In entrambi questi casi il consolidamento dell’usufrutto si perfeziona e i diritti di proprietà di un bene si riunificano in capo ad un unico soggetto che diventa l’unico titolato a godere dei diritti di proprietà di un bene di cui è legittimamente il possessore.

Come fare il consolidamento usufrutto

Per effettuare il consolidamento dell’usufrutto gli adempimenti da eseguire sono diversi. Come prima cosa occorre, naturalmente, rivolgersi ad un notaio per la redazione dell’atto ufficiale attestante il cambiamento di stato relativo alla proprietà di un determinato bene. 

Il passo successivo, una volta avvenuto il consolidamento e quindi la riunificazione dei diritti di proprietà con cessazione del vincolo di usufrutto, è quello di effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate attraverso una voltura, oppure online sul nostro sito. Tale voltura, infatti, serve a comunicare il consolidamento dell’usufrutto al Catasto così da consentire l’aggiornamento dei dati presenti nei registri catastali.

La comunicazione del cambio di stato di un immobile deve essere comunicata all'Agenzia delle entrate entro 30 giorni dal perfezionamento dell’evento, ovvero dalla data presente sull’atto notarile, pena il pagamento di sanzioni pecuniarie.

In caso di riunione dell’usufrutto per decesso dell’usufruttuario, il nudo proprietario non è tenuto a pagare alcuna imposta per acquisire la piena proprietà del bene, ma dovrà solo sostenere le spese per la voltura catastale.    

Per presentare la domanda di voltura catastale a seguito di consolidamento di usufrutto sarà necessario compilare uno dei modelli prestampati scaricabili del sito dell’Agenzia delle Entrate, avendo cura di utilizzare quello indicato per il proprio caso specifico; procurarsi ed allegare i documenti richiesti, quali ad esempio il certificato di morte, la visura catastale del bene, etc. (sul sito dell’Agenzia delle Entrate ci sono tutte le indicazioni necessarie).

Consolidamento usufrutto: costi e imposte

La procedura di consolidamento di usufrutto prevede una serie di costi, nonché il pagamento di specifiche imposte. I costi e le imposte del consolidamento di usufrutto possono variare in base a diversi fattori. Il fattore maggiormente suscettibile a variazioni è quello relativo agli onorari dei professionisti di cui ci si avvale per l’espletamento della procedura: notaio, consulenti, società per il disbrigo di pratiche catastali, etc.

Per il consolidamento di usufrutto i costi fissi, invece, sono quelli stabiliti dalle imposte dovute allo stato principalmente per la variazione catastale. Per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate per il consolidamento di usufrutto le imposte da pagare sono:

  • 55 euro di tributo speciale catastale

  • 16 euro di imposta di bollo ogni 4 pagine della domanda.

In conclusione, quando si parla di consolidamento di usufrutto si intende la riunione in capo alla stessa persona dei diritti di proprietà di un bene oggetto di usufrutto. Il cambio di proprietà va necessariamente comunicato all’Agenzia delle Entrate pena il pagamento di una sanzione amministrativa.





 

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